CERM e AMUS collaborano alla riproduzione in cattività del capovaccaio: 15 esemplari sono stati trasferiti dalla Toscana all’Estremadura

Il 22 marzo scorso Galileo, Cesare, Ulisse, Artemisia, Babà e altri dieci capovaccai sono stati trasferiti dal CERM, in Toscana, al Centro Recupero fauna selvatica della ONG AMUS -Acción por el Mundo Salvaje-, situato a Villafranca de los Barros, in Estremadura (Spagna).

Questa migrazione molto speciale, lunga 2.200 km e compiuta su strada da est a ovest, ha uno scopo preciso ed importante: unire le forze, le conoscenze, l’esperienza e la passione degli esperti di CERM e AMUS per potenziare la riproduzione in cattività di questo piccolo avvoltoio.

Dopo il trasferimento dei 15 individui in Estremadura, al CERM rimangono ancora 24 capovaccai e la struttura, situata in Toscana meridionale, continua ad essere il più importante centro al mondo che si occupa di riproduzione in cattività della specie. Lo scopo è quello di ottenere giovani da liberare in natura per rafforzare la popolazione italiana della specie, classificata come “In pericolo critico” e, in pratica, a un passo dall’estinzione considerate le poche coppie rimaste, una decina, e confinate in tre-quattro regioni (Sicilia, Basilicata, Calabria e Sardegna).

L’Associazione CERM ogni anno realizza in Italia meridionale complesse e delicate operazioni di rilascio dei giovani nati in cattività. Dal 2003 al 2025 ne sono stati liberati 53.

AMUS ha oltre 30 anni di esperienza nella conservazione della fauna selvatica: gestisce un magnifico centro recupero dalla fauna selvatica dotato di strutture ed attrezzature all’avanguardia e realizza attività in favore di specie quali albanella minore, nibbio reale, otarda e avvoltoio monaco. A gestire la struttura e le azioni sul campo dell’associazione spagnola sono vari operatori e volontari.

Associazione CERM e AMUS hanno siglato un accordo di collaborazione che ha portato, come primo risultato, alla formazione di questo nuovo nucleo riproduttivo in Estremadura. Gli animali sono stati sistemati in otto voliere appositamente costruite o adeguate ad ospitarli.

Gli esperti del CERM supporteranno gli operatori di AMUS nei primi anni di gestione degli animali, trasferendo via via il proprio know-how che viene da decenni di lavoro con la specie. A questo scopo le voliere di AMUS che ospitano i capovaccai “toscani” sono dotate di un sistema di videocontrollo che permette sia agli esperti italiani che a quelli spagnoli di monitorare le coppie in tempo reale.

Buona parte dei giovani che nasceranno in Estremadura verranno rilasciati in Italia, altri potranno essere impiegati per rafforzare le popolazioni spagnole che abbiano subito cali demografici importanti.

La collaborazione CERM-AMUS è importante anche per mantenere un prezioso serbatoio genetico ex-situ con un’ampia diversità genetica, che potrà favorire la conservazione della specie nel lungo periodo e su vasta scala, rendendo possibili interventi di reintroduzione o ripopolamento in varie aree europee.

Si uniscono le forze, dunque, per il bene di questo piccolo e simpatico avvoltoio dall’importante ruolo ecologico.

Cattura dei capovaccai al CERM

Capovaccaio inserito nella scatola di trasporto

Preparativi al CERM per il trasferimento dei capovaccai

Sistemazione dei capovaccai per la partenza dal CERM

Arrivo e controllo dei capovaccai nel centro di AMUS

Arrivo e controllo dei capovaccai nel centro di AMUS

Coppia di capovaccai in una voliera del centro di AMUS

Voliera di “svernamento” nel centro di AMUS

Videocontrollo dei capovaccai nel centro di AMUS

Alcuni membri degli staff di CERM e AMUS

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