Il monitoraggio

Il periodo post-rilascio è estremamente sensibile per i giovani capovaccai perché devono acquisire padronanza nel volo, imparare a procurarsi il cibo, individuare posatoi sicuri ed interagire con conspecifici ed altre specie di uccelli.

Nelle vicinanze dell’area di rilascio un team di esperti monitora i loro movimenti e lo stato di salute sia a vista che analizzando i dati forniti dai GPS di cui i giovani sono muniti. Sono d’ausilio anche webcam e fototrappole installate in aree di alimentazione. Inoltre, le piccole radio VHF applicate sugli animali permettono di localizzare con precisione e recuperare eventuali individui in difficoltà.

I giovani nati nell’anno solitamente trascorrono nell’area di rilascio una media di 15 giorni, iniziando a compiere voli esplorativi nei dintorni a distanza di qualche giorno dalla liberazione. Ad un’età media di 95 giorni abbandonano l’area di rilascio per migrare in Africa. Se riescono a raggiungere, senza incidenti, le aree di svernamento nell’Africa sub-sahariana (principalmente Mali e Niger), fanno ritorno in Italia all’età di tre o quattro anni per trascorrervi il periodo primaverile-estivo.

Invece, molti dei giovani rilasciati ad uno o due anni di età non migrano in Africa ma rimangono a svernare in Italia meridionale (Sicilia o Calabria) per uno o più anni, con tutti i pericoli di origine antropica che questa permanenza comporta.

Quando i giovani rilasciati in natura iniziano a compiere movimenti erratici o intraprendono la prima migrazione autunnale, il loro monitoraggio avviene soprattutto mediante l’analisi dei dati GPS.

Uno dei giovani rilasciati nel Parco della Murgia Materana

Uno dei giovani rilasciati nel Parco della Murgia Materana

Monitoraggio dei capovaccai rilasciati

La rete di monitoraggio e sorveglianza

Una rete di operatori composta da circa 80 persone collabora con il CERM per seguire e controllare i movimenti e la migrazione dei giovani avvoltoi inseriti in natura. Ne fanno parte numerosi ornitologi italiani, volontari di varie associazioni, personale di ISPRA ed ornitologi di Tunisia, Algeria e Malta.

Questa rete, grazie alla condivisione in tempo reale della posizione GPS degli animali, è efficace nel controllare lo stato di salute degli animali, sorvegliarli in aree a rischio bracconaggio, fornire supporto alimentare e, ove necessario, effettuare operazioni di recupero. È utilissima anche per localizzare in maniera tempestiva eventuali individui deceduti in modo da permettere l’accertamento della causa di morte.

Grazie ai molti membri della rete di monitoraggio, nel corso degli anni sono state attivate aree di alimentazione supplementare lungo la rotta migratoria, in aree di stop-over e in aree di svernamento italiane.

Carnaio volante allestito per Cloe in migrazione verso l’Africa

Carnaio volante allestito per Cloe in migrazione verso l’Africa

Recupero di un capovaccaio in difficoltà

Recupero di un capovaccaio in difficoltà

Per saperne di più: Technical handbook – Management of captive Egyptian capovaccaios and release of captive-bred individuals (Ceccolini G. & Cenerini A., 2023).