Il rilascio in natura

51 giovani capovaccai nati in cattività sono stati liberati in natura tra il 2003 ed il 2023 in Italia, nelle regioni Basilicata (31 individui), Puglia (12), Calabria (4), Sicilia (2) e Toscana (2). La maggior parte di essi era nata al CERM (44 individui), cinque erano stati donati da giardini zoologici europei (Jerez de la Frontera, Zlyn e Praga) mentre due erano nati da uova confiscate dal Corpo Forestale dello Stato (rubate da nidi in Turchia).

I rilasci vengono effettuati dall’Associazione CERM con il supporto di vari soggetti e di numerosi volontari che collaborano alle diverse fasi delle operazioni, dalla preparazione del sito, al supporto alimentare e monitoraggio post-rilascio, al recupero degli individui in difficoltà.

Nel periodo 2018-2023 i rilasci sono stati organizzati dall’Associazione CERM in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA nell’ambito del progetto LIFE Egyptian capovaccaio e con il supporto del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri CUFA per le attività di sorveglianza in fase di ambientamento e nel corso della migrazione.

Clicca per ingrandire

Giovani capovaccai nella cassa di rilascio
Giovani capovaccai nella cassa di rilascio
Gruppo che ha curato i rilasci a Laterza, in Puglia
Gruppo che ha curato i rilasci a Laterza, in Puglia
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco della Murgia Materana
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco della Murgia Materana
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco Nazionale dell’Appennino lucano
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco Nazionale dell’Appennino lucano
Gruppo che ha curato i rilasci in Calabria
Gruppo che ha curato i rilasci in Calabria
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco delle Madonie, in Sicilia
Gruppo che ha curato i rilasci nel Parco delle Madonie, in Sicilia

Per saperne di più: Technical handbook – Management of captive Egyptian capovaccaios and release of captive-bred individuals (Ceccolini G. & Cenerini A., 2023).

I metodi di rilascio

Per l’inserimento in natura della maggior parte dei capovaccai (50) sono state adottate due diverse metodologie: l’hacking, che prevede il rilascio di giovani nati nell’anno, ed il rilascio ritardato o delayed release, che prevede il rilascio di giovani di 1-2 anni di età. Un ulteriore metodo, l’adozione (fostering), fu impiegato solo nel 2003 in Sicilia con l’inserimento di un giovane capovaccaio nel nido di una coppia selvatica ma in seguito non è stato più utilizzato perché presenta diversi aspetti negativi.

Il monitoraggio dei giovani ha permesso di verificare che il metodo di rilascio più efficace, perché garantisce un miglior adattamento alla vita in natura ed un maggior tasso di sopravvivenza, è l’hacking.

Clicca per ingrandire

Giovane con GPS pronto per il rilascio
Giovane con GPS pronto per il rilascio
Alcuni giovani prima del rilascio in Calabria
Alcuni giovani prima del rilascio in Calabria
Cassa di rilascio con giovane capovaccaio
Cassa di rilascio con giovane capovaccaio

Hacking

Il metodo hacking consiste nel ricreare condizioni di rilascio quanto più possibile simili all’involo naturale. I giovani nati in cattività vengono trasferiti, all’età di circa 80-85 giorni, nella cavità di una parete rocciosa o in una cassa nido nei pressi di canyon o pareti rocciose. Qui trascorrono 4-5 giorni di ambientamento durante i quali vengono costantemente videosorvegliati ed alimentati senza avere contatto alcuno con gli operatori. Il periodo di rilascio va all’incirca dalla metà di agosto fino ai primi di settembre. Con questo metodo sono stati liberati 34 capovaccai, 14 dei quali nella Gravina di Laterza (Puglia, in collaborazione con la LIPU), 13 nel Parco Regionale della Murgia Materana (Basilicata), 4 nella Valle Niffi (Calabria, in collaborazione con l’Associazione StOrCal), due nella Riserva Naturale di Rocconi (Toscana), uno nel Parco Regionale delle Madonie (Sicilia, in collaborazione con la Fondazione Internazionale per la Biodiversità del Mediterraneo). Parte di queste liberazioni è stata effettuata in collaborazione con ISPRA.

Clicca per ingrandire

L’area di rilascio nella Gravina di Laterza (TA)
L’area di rilascio nella Gravina di Laterza (TA)
Preparazione della cavità di rilascio nella Gravina di Laterza
Preparazione della cavità di rilascio nella Gravina di Laterza
Giovani pronti all’involo nella Gravina di Laterza
Giovani pronti all’involo nella Gravina di Laterza
Rilascio a Laterza
Rilascio a Laterza
L’area di rilascio nella Gravina di Matera
L’area di rilascio nella Gravina di Matera
Cassa di rilascio nella Gravina di Matera
Cassa di rilascio nella Gravina di Matera
Cassa di rilascio nel Parco delle Madonie (Sicilia)
Cassa di rilascio nel Parco delle Madonie (Sicilia)
Il capovaccaio Fred nella cassa di rilascio nel Parco delle Madonie (Sicilia)
Il capovaccaio Fred nella cassa di rilascio nel Parco delle Madonie (Sicilia)

Rilascio ritardato

Il metodo del rilascio ritardo (delayed release) è stato utilizzato per inserire in natura 16 capovaccai di uno e due anni di età. I giovani hanno trascorso in una voliera (nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano) e in una cassa-nido (nel Parco della Murgia Materana) un periodo di ambientamento variabile da cinque a 23 giorni. Dal momento che il monitoraggio ha evidenziato criticità nell’adattamento degli animali alla vita in natura ed un tasso di mortalità più elevato rispetto a quello registrato nei giovani liberati nell’anno di nascita (hacking), il delayed release non è stato più utilizzato dal 2022 in avanti.

Clicca per ingrandire

La voliera di ambientamento per il rilascio ritardato
La voliera di ambientamento per il rilascio ritardato
Uno dei capovaccai in voliera di ambientamento
Uno dei capovaccai in voliera di ambientamento
Volontari che controllano gli spostamenti dei capovaccai rilasciati
Volontari che controllano gli spostamenti dei capovaccai rilasciati
Uno dei giovani capovaccai rilasciati
Uno dei giovani capovaccai rilasciati

Pre e post-rilascio

Prima dell’inserimento nella struttura di ambientamento i giovani vengono muniti di microchip, anello metallico identificativo, anello plastico colorato e dispositivo GPS, che serviranno per la loro identificazione e per il monitoraggio degli spostamenti in natura. Nei giorni precedenti al rilascio si inizia a distribuire carne di varia natura in aree strategiche circostanti per attrarre varie specie di uccelli necrofagi. In questo modo i giovani, una volta liberi, riescono ad individuare facilmente i punti di alimentazione. Nel periodo successivo al rilascio in queste aree vengono rese disponibili anche piccole vasche d’acqua. La disponibilità di cibo ed acqua è importantissima per accompagnare i giovani nell’ambientamento alla vita selvatica, consentendo una progressiva conoscenza del territorio ed il raggiungimento dell’autonomia alimentare ed evitando, allo stesso tempo, una loro precoce dispersione o, comunque, spostamenti significativi che comporterebbero rischi maggiori per la loro sopravvivenza.

Capovaccaio dotato di anello e GPS, pronto per il rilascio

Capovaccaio dotato di anello e GPS, pronto per il rilascio

Carnaio volante di supporto ai giovani rilasciati

Carnaio volante di supporto ai giovani rilasciati