L’Associazione CERM gestisce stazioni di alimentazione supplementare per rapaci (carnai) ubicate in aree “fisse” in Toscana, Basilicata e Sicilia e cura l’allestimento di piccoli carnai temporanei a supporto del capovaccaio in periodi particolarmente critici, come la fase post-rilascio e la prima migrazione di individui nati in cattività, ed in aree problematiche.
In Italia, purtroppo, i carnai per rapaci necrofagi sono pochissimi mentre in altri paesi europei (in particolar modo in Spagna) queste strutture sono molto diffuse. I carnai sono strumenti fondamentali per la conservazione dei rapaci per i seguenti motivi:
- compensano la scarsa di diponibilità di risorse trofiche determinata dall’antropizzazione dei territori e dalle norme sanitarie vigenti (che limitano la disponibilità di carcasse di bestiame);
- limitano gli spostamenti necessari per la ricerca di cibo, riducendo così il rischio che gli animali si imbattano in minacce di origine antropica quali bracconaggio, bocconi avvelenati, elettrocuzione e collisione contro pale eoliche;
- favoriscono il successo riproduttivo e, per questo, sono fondamentali nell’ambito di programmi di ripopolamento e reintroduzione;
- contribuiscono al monitoraggio delle popolazioni di rapaci, grazie all’installazione di sistemi di videocontrollo ed alla possibilità di catturare facilmente gli individui per marcatura, applicazione GPS ed analisi.
In alcune aree italiane sono attivi carnai che vengono riforniti con carcasse di capi di bestiame che muoiono nelle aziende zootecniche. Purtroppo le norme sanitarie vigenti rendono molto difficoltosa questa modalità di rifornimento che, invece, favorisce sia i rapaci che gli allevatori, evitando che debbano sostenere i costi per l’incenerimento delle carcasse.




