Il nibbio reale era scomparso dalla Toscana come specie nidificante nella seconda metà del XX secolo. Un programma di reintroduzione realizzato con successo tra il 2007 ed il 2014 ha permesso il ritorno della specie in Toscana meridionale.

La reintroduzione, realizzata grazie a due progetti LIFE coordinati dall’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana, si è basata sul rilascio in natura di giovani nibbi reali nati in Corsica (Francia) e nel Cantone di Friburgo (Svizzera). Dopo un breve periodo di ambientamento nelle voliere del CERM, nell’Alta Valle dell’Albegna (GR), un numero variabile di rapaci veniva liberato in natura ogni anno, tra la fine di luglio e i primi di agosto.

Per favorire il successo della reintroduzione, una piattaforma-mangiatoia veniva rifornita giornalmente, poche ore prima del tramonto. In questo modo i giovani rapaci, che dovevano adattarsi la vita selvatica senza il supporto dei genitori, trovavano una fonte trofica sicura e di qualità. Questo ha favorito la loro permanenza nell’area di rilascio, la formazione di un nucleo “sociale” stabile nei pressi del CERM e, in seguito, la nidificazione in zona ed il successo riproduttivo delle coppie. Inoltre, la piattaforma-mangiatoia, costantemente videosorvegliata, ha svolto un importante ruolo nella valutazione dei risultati del progetto permettendo di monitorare gli individui presenti nell’area (facilmente identificabili grazie ad anelli colorati e placche alari).

Dal 2014 in avanti la piattaforma-mangiatoia viene rifornita ogni giorno dall’Associazione CERM. La frequentano numerosi nibbi reali nel corso di tutto l’anno e, nel periodo invernale, anche vari esemplari svernanti provenienti dall’Europa centrale. Altre specie che la utilizzano costantemente sono nibbio bruno (anche in inverno) e poiana.

Nel 2024 la struttura è stata completamente rinnovata grazie al contributo dell’Azienda agricola biologica La Selva.

Nibbi reali nella mangiatoia del CERM in Toscana